Concorso di formaggi “milionario” nel Wisconsin: l’italiano Gabriele Arlotti in giuria
Tra i 56 giudici internazionali del più antico concorso americano di formaggi c’è l’italiano Gabriele Arlotti. Dal 3 al 5 marzo prossimi, presso il Monona Terrace di Madison, il World Championship Cheese Contest vedrà in gara oltre 3.375 campioni tra formaggi e latticini provenienti da 25 paesi e 34 stati americani. La valutazione sarà affidata a esperti di 22 nazioni tra cui, appunto, l’italiano Arlotti, fondatore della Nazionale Italiana Formaggi – CheeseItaly.

“Ad ogni giurato viene affidato il compito di valutare, in tre giorni, circa 120 prodotti – spiega Gabriele Arlotti – ma è soprattutto una straordinaria esperienza comunitaria con i massimi esperti mondiali. Gli Usa producono da soli 6,5 milioni di tonnellate di formaggio (il 30% della produzione globale), consumandoli prevalentemente in loco; l’Italia si ferma a 1,4 milioni, ma con una capacità di esportazione e un valore aggiunto unici”.
Cosa accadrà a Madison? “In Wisconsin il formaggio è una cosa seria. I giudici devono indossare il cosiddetto “buyer’s hat” (il cappello del compratore): non valutano solo la bontà, ma la commerciabilità del prodotto. È un approccio pragmatico: una medaglia a Madison può spostare milioni di dollari in ordini per i caseifici vincitori” osserva Gabriele Arlotti.

Il viaggio avviene nel pieno del turbinio dei dazi, nel cuore del “Dairyland”. “C’è una grande differenza – osserva il giurato italiano alla sua quarta esperienza nel Wisconsin – in Italia la qualità è legata a 53 Dop, 3 Igp e secolari tradizioni. Negli Usa dominano nomi che richiamano l’Europa, come Cheddar, Mozzarella e Parmesan. Ma ci sono curiosità interessanti: gli americani amano i formaggi aromatizzati, mentre noi cerchiamo la purezza; inoltre, i loro prezzi sono legati alle commodity come il petrolio o l’oro, mentre i nostri sono frutto di trattative, disciplinari e lunghe stagionature. E a proposito di mercato la Burrata: è in fortissima espansione e amatissima oltreoceano. Nel mentre al Center for Dairy Research si stanno studiando bioplastiche e materiali organici derivati da sottoprodotti dei formaggi per diventare contenitori naturali del formaggio stesso”.
A Madison, CheeseItaly rappresenterà il meglio del Made in Italy: dal Parmigiano Reggiano (con i caseifici Il Battistero di Parma e 4 Madonne di Modena) alla Mozzarella e la Burrata (Deliziosa SpA), fino a nicchie d’eccellenza come il Tomigiu e lo Stracchino del Piave DOP (Caseificio Tomasoni).
Arlotti, membro dal 2026 della Guilde des Fromagers Italia, porterà l’esperienza dell’Appennino Reggiano nel Midwest, dopo anni passati a giudicare nei più prestigiosi palchi mondiali (dal World Cheese Awards all’International Cheese & Dairy Awards nel Regno Unito). Il segreto per assaggiare così tanto? “Palato allenato, studio costante, confrontarsi senza remore con chi ne sa di più e… assaggi minimi!”.
Gabriele Arlotti valuterà i campioni in coppia con l’esperta Julia Winans (Utah) e intorno a loro si muoverà un esercito di volontari: il “B-Team”, che trasporta le forme con cura quasi religiosa, coordinato dai “Red Hats”, i giudici capo pronti a intervenire solo per i casi critici, mentre ogni voto viene trasmesso anonimamente via tablet al sistema centrale. I risultati che ne deriveranno potranno essere asset strategici per ridefinire il posizionamento di un caseificio nei mercati internazionali.

